trustful hands

Piccoli viaggi… grandi valige

Grazie Bruxelles

Sono tornata

ho ritrovato un suono

mi sono svegliata con la pioggia e sono uscita cantando in bicicletta

sono andata a lezione, ho firmato il contratto per un nuovo lavoro da schiava chic, ho pranzato in mensa con un minestrone deliziosamente insapore e poi…..

Gironzolando per il centro…. mi sono imbattuta in questo tipo dagli occhi buoni e i baffi arricciati, così sono entrata spalancando la porta e grondando gocce di pioggia tiepida gli ho detto ” hey! hai tempo di tagliarmi i capelli ora? oggi è il giorno giusto, tra poco è primavera non voglio rami secchi” lui ha sorriso e mi ha fatto cenno di entrare….

due ore dopo 10 cm di ricordi sono caduti sul pavimento bianco senza far rumore.

 

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Mentre armeggiava sopra la mia testa con la forbice, in silenzio….  pensavo…. innanzitutto al fatto che non avevo capelli così leggeri da almeno dieci. Secondo alle cose che si perdono …. (ad esempio io perdo sempre la carta d’identità, anche stamattina che mi serviva urgentemente per quella storia del contratto)…. pensavo a come si torna sempre sullo stesso punto perlustrato più volte…  pensavo a come si apre sempre lo stesso cassetto come se l’oggetto potesse d’impovviso materializzarsi ….. perchè in fondo si è sicuri di averlo riposte nello stesso punto di sempre, si è sicuri di non aver fatto nulla per perderlo e quindi ci si aspetta continuamente di vederlo ricomparire. Il fatto poi… è che spesso quel’ oggetto non è affatto nascosto e non è affatto in quel cassetto, spesso quell’oggetto è in un posto semplice e in vista… spesso…… spesso è perso e basta.

E ho riflettuto. Ho riflettuto su quanto tempo passo a lamentarmi della vita invece che godermela; su quanto tempo spreco a pensare a ciò che vorrei piuttosto che a ciò che ho.Riflettuto su quanto la smania di AVERE sia insopportabile. Su quanto sia fondamentale divertirsi nel mentre, capire cosa ci fa stare bene e farlo, senza pensarci troppo, senza rimuginare, senza essere prudenti al limite della viltà. Costruirla ma non subirla. Accettarla ma non rinunciare a renderla migliore, mai.

E ho riflettuto anche su quanto sia importante avere vicino persone con cui si possa non fingere, con le quali non ci sia vergogna a dire che è un periodo di merda, perché? perchè così passa e poi  non lo so perché. È un malessere diffuso e generalizzato, da primo mondo. Stiamo tutti male no? nel nostro avere tutto e nel nostro non mancarci nulla….. stiamo tutti male…

Eppure seduta in terrazzo con una delle mie amiche “da viaggio” mi sono ricordata… ho ritrovato il suono…. mi sono ricordata che sto una meraviglia.. che le cose che non hanno senso si affollano, ma la memoria è sciocca, va in loop e dimentica la strada… l ‘esperienza

 

 

 

I should live in salt

Avere trent’anni è meraviglioso…. quella consapevolezza, quella luce negli occhi, quel porsi al mondo con un tocco maturo e consapevole.

Avere trent’anni sarebbe meraviglioso non fosse che ti trascina inerme per una serie di furiose, fuorisede, fulminanti seghe mentali…. autoreferenziate, autoindotte e pure  automunite. Pare non sia cambiato nulla rispetto a pochi mesi fa eppure……

Una galoppante tachicardia apre gli occhi ogni mattina con una lista di cose inderogabili da fare: la sensazione di dover decidere.. tutto….. ora, nel giro di questo mese o al limite del prossimo…….

Quella lista di burocrazie e prospettive dettate da paradigmi arcani e irremovibili.  Trovare un lavoro, anzi il lavoro, e trovare un uomo….. per carità no… l’uomo, quello che tipo proprio è lui, punto, per sempre e addio. E fare dei figli… almeno tre… e un cane… avere un grembiulino a fiori e sapere come prendersi cura di un orchidea.

Ecco al momento attuale, posso concretamente dire di aver fallito in tutto questo… e quella tachicardia mattutina lo scandisce approfonditamente…. ma poi mi alzo con calma e mi rendo conto che sto benissimo e non ho fretta. Sopravvivo a una sbronza con una certa disinvoltura, mi emoziono preparandomi ad un concerto, progetto viaggi, mi brillano gli occhi davanti a un buon bicchiere di vino o una cena preparata con cura e arrossisco davanti a chi mi piace. Possono non essere traguardi ragionevoli ma si vivono meglio oggi che ieri. Cazzo di questo non ho dubbi, e se mi vedete sorridere al vuoto per un momento è perchè sto pensando proprio a una di queste cose.

E allora ho pensato-deciso-capito una cosa, questo sarà l’anno più bello della mia vita… e ho intenzione di celebrarlo…. non potrò passarlo con tutte le persone che amo insieme ma vorrei impegnarmi a fare qualcosa di speciale con ognuno di loro. Idee sono ben accette….. con calma!!!!

L’importante è fare chiarezza

Essere capaci di sopportare/ SU-p portare… la propria mente, di aspettare mentre la carneficina interiore di pensieri intollerabili si scatena, per poi restare a contemplare i resti con qualche speranza di capire quello che è successo,per non commettere più gli stessi sbagli… forse, o con l’obiettivo di respirare,  per non lasciare che questa sia una gabbia, ma sia ciò che aspettavo da sempre, la chiarezza.

Fare chiarezza sembra essere sempre stato, sembra continuare ad essere un premio molto prezioso a cui ambire…. poi parole stanche dirette all’aria viziata di un aula universitaria di metodologia portano piccole epifanie sempre gradite….

Più o meno suonava così… nell’aria dico…..

Se guardiamo da una finestra, il nostro obiettivo è guardare fuori, e per vedere fuori questa finestra dev’essere il più “pulita” possibile…. ma questo non diventa inesorabilmente una lama a doppio taglio??? se la mia finestra è troppo pulita rischio di dimenticarmi che ci sto guardando attraverso? dimentico che resta sempre e comunque un mio punto di vista? Posso dimenticarmi che è la mia finestra da cui guardo solo io… non la realtà assoluta. Posso rischiare di voler per forza portare l’altro verso di me, o andare verso lui in maniera incompleta. E li sbagliare. Non essere stessi.

Leggo tutti i giorni da mesi teorie sulle relazioni, le interazioni, i riti…  sono sempre più confusa a riguardo…. lo ammetto!!!!

Detto ciò, l’anno più bello della mia vita è appena iniziato: per cominciare col piede giusto accetto consigli su libri da leggere, dischi da ascoltare, posti da vedere, sapori da provare.

 

“ogni stazione ha un attesa

ogni qualvolta è sempre la prossima

l’ala dei sentimenti

fa ombra alle vere emozioni.

La linea grigia dei passi

fatti sul bordo

rasenta le finestre dei piani bassi

mentre all’interno la vita rasenta,

la vita.

Ogni qualvolta gli occhi si posano sul coraggio,

il coraggio arrossisce

diventa donna

poi uomo

poi poesia

Ecco perchè

ogni qualvolta è sempre la prossima

e ogni stazione

ha sempre un attesa.

( poesia trovata su internet.. senza autore)

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don’t wanna fight

Mi sono sbucciata le ginocchia…

di nuovo

sono caduta su sassi appuntiti d’orgoglio

nello stesso punto della volta scorsa

dove la ferita non era ancora nemmeno rimarginata.

Questa volta cadere è stato bellissimo però.

Non ho neanche cercato di evitarlo.. mai…

E nemmeno me ne pento… mai…

Dimostro a me stessa, ogni volta, che il mio cuore è intatto in mezzo al petto….non è mai andato via!

non lo hanno spaventato le manciate di sale che gli ho lanciato per evitare il ghiaccio

ne le parole cariche di illusioni che i passanti gli hanno sussurrato

ne le paure nere e appiccicose come il petrolio che calpesto ogni giorno

ne il dolore che lo rallenta pericolosamente per giorni lunghi come anni

… è sempre da quel dolore che estrae, con un lungo processo di fermentazione il nettare di energia vitale che spinge tutto in avanti….. again…..

hai soltanto strappato un po di silenzio in più, un paio di notti insonni, una vena di malinconia…… ma pazienza…

il pensiero s’inceppa per un istante alle tue mani impigliate tra i miei fianchi………

no

le mie ginocchia sbucciate mi piacciono in fondo, mi tengono piccola…… forse un po fragile….

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happy idiot

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come reagire… davvero… al presente?? Ieri pioveva forte, era troppo difficile reagire. Mi sono chiesta per tutto il giorno, ma me lo chiedo in realtà da tutta una vita. Le relazioni, le interazioni, le ossessioni, gli appigli, gli scontri, lo sfiorarsi, i riti, le sensazioni, le depressioni, i presentimenti, gli abbracci, le affinità, …. dove vanno???? Puoi fare l’amore guardando degli occhi il tuo uomo per poi rivestirti e andartene perchè è finita???

Sono esausta e mantengo uno strano sorriso sulle labbra. Questa volta so per certo… lo so… di non aver sbagliato nulla.  Quindi quali sono i limiti sociali e morali della “sofferenza” per amore??? perchè io non provo più nulla? ieri tutta quella pioggia deve aver pulito via tutto…. l’eco delle stesse parole ripetute dall ennesimo oratore, si perdono sulle pieghe delle labbra serrate in un sorriso amaro. Ho continuato a camminare prima lentamente, con la vaga speranza di essere seguita da qualcuno, poi sempre più veloce. Se te lo devo spiegare quello che abbiamo allora vuol dire che non esiste.

Mi spaventa un po questo modo di viversi che osservo tutt’intorno a me. Una cascata di IO, perchè io vado, io faccio, io devo studiare, ho la tesi poi lo stage poi il master perchè io voglio fare questo e io voglio fare quell’altro. La fretta per arrivare, arrivare prima e arrivare meglio… IO. Ieri conversavo con una ragazza di 23 anni, mi parlava di lei, di quello che voleva, del fatto che dopo la triennale voleva andare un anno in Sud America, per poi ritrattare dicendo che non l’avrebbe fatto perchè non voleva perdere tempo per la specialistica. Ho provato a convincerla di quanto sia una perdita di tempo passare tutta l’età della formazione rinchiusa in un sistema scolastico così rigido ed esigente, senza mai prendersi la meravigliosa libertà di sbagliare o di cambiare idea… di andare dall’altra parte del mondo e non imparare nulla che serva e tutto l’imprescindibile, la libertà di lavorare e non dipendere mai da nessuno, la libertà di aver paura di non arrivare a fine mese e farcela sempre senza farsi mancare niente mai, la libertà di perdere tempo e farlo da soli e insieme agli ALTRI.

Perchè diciamocelo gli altri sono l’unica ragione per cui noi capiamo, conosciamo, annusiamo, sperimentiamo,ridiamo e lacrimiamo……. questo è meraviglioso ma…. la prima parola dopo amore è fatica. Si fa fatica, dopo le prime settimane di estasiante conoscenza, in cui sembra che tutti i nostri gusti colori e angoli combacino alla perfezione, inizia se si ha voglia un “piccolo lavoro” di costruzione delle fondamenta per andare in alto come amici, amanti, fidanzati: la fiducia, la pazienza e la rinuncia a qualcosa di mio da mettere in comune…. senza aver paura di perderlo quel qualcosa…. che paura è la terza di parola….. quella sensazione orrenda che ti ritrovi fra le mani quando senti le tue carni scivolare nel dubbio . Ma è davvero possibile chiedere questo a qualcuno oggi??? soprattutto ad un uomo?? se su facebook, sulle chat, per strada, nei locali, su tinder le possibilità appaiono illimitate?? foto di ragazze affascinanti e sorridenti, giovani e con dei filtri luce da bambolina di porcellana!!! come possiamo evitare che il cervello, il cui compito è di trovare la soluzione migliore, non suggerisca di evitare la fatica: ottenere la propria sfavillante carriera e deliziarsi nel tempo libero di qualche ninfetta con cui non spingersi mai alla fatica e tenendo sempre un occhio allerta…. perchè c’è sempre un prodotto migliore sul mercato. Il punto è il profitto, il punto è perchè rischiare? E’ irrazionale. Ed è soprattutto culturale: se non so cosa voglia dire seguire l’istinto perchè la vita che ho fatto le scelte verso cui mi hanno orientato quello che ho visto letto e sentito non me l’hanno mai permesso quelle che mi trovo davanti sono essenzialmente due opzioni: opzione uno sto da solo e penso a me e alle mie cose tranciando sul nascere tutto perchè i miei obiettivi sono andare a Miami a studiare i flussi migratori delle nutrie metropolitane e tu potresti intralciarmelo, in quanto l’opzione due come insegnano anni di bulimia a base walt disney è tutta quella cosa: le farfalle nello stomaco, gli occhi che brillano, le principesse delicate e i principi forti che lottano e sono sicuri di volere lei e solo lei per tutta la vita. Ma semplicemente non è così che accade, non è così che si ama, o ci si vuole bene se quelle parole fanno tanta tachicardia……… io spero di non essere sicura sarà per sempre nemmeno dopo 30 anni col mio uomo!!! Ma voglio anche che le nostre libertà personali siamo illimitate tanto quanto è illimitato il rispetto e il venirsi incontro per coltivare le proprie rose insieme. Ma qui parliamo di un futuro. Nell’immediato presente è difficile uscire con qualcuno anche solo per un caffè senza quella sensazione di nausea.

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pomi d’ottone e manici di scopa

andavamo così lenti nel processo dello stufarsi l uno dell’altro per poi odiarsi che non sapevo più bene come comportarmi!!!! “e se questa finisse per essere una persona da conoscere davvero?”, pensai…. dopo tanti anni di bugie, relazioni che bruciano di passione ossessione, dopo tutto questo correre intorno, inseguire o farsi inseguire in maniera confusa!!! mi fermai per caso davanti a uno specchio chiedendomi se fossi in grado di prendere qualcuno per mano senza ne spingerlo ne farmi trascinare. Non risposi. quello che sentii crescere dallo stomaco era una sorta di paura. sapevo che , qualunque cosa mi avessero mai dato per le mani avrei finito per romperla… presto o tardi.

A questo si univa la vita. Per esempio: che cazzo ci facevo in una città nuova, in una casa nuova, in un letto scomodo, in un quartiere lontano, cosa ci facevo volontariamente lontana da casa mia?? o almeno da quella parte di mondo che per la prima volta avevo osato chiamare così??? era una decisione saggia??? non mi ricordavo nemmeno, pensandoci, quando e come l’avevo presa, sapevo solo che in un determinato momento era diventato fondamentale il “vai via”.

Così in maniera ormai automatica avevo iniziato a smontare la mia vita, la mia stanza, le mie relazioni, il mio lavoro, le mie energie…. le avevo impacchettate e portate in un posto diverso.

 Ed eccomi. Ora devo aprire quei pacchi e ricordarmi dove avevo messo cosa, possibilmente tenendo chiusi tutti quelli che avevo promesso di non portare con me. Non ho più tempo per percorrere 32 strade contemporaneamente, ne ho scelta una e la negazione è una parte della scelta. Ho scelto di cambiare città perchè è un modo simbolico e fisico per crescere, l ho scelto perchè qui posso fare quello che voglio fare… forse. Ho scelto questa città perchè a Venezia finivo per fare sempre le stesse cose, le stesse dinamiche, le stesse rassicurazioni. Avrei potuto in realtà scegliere qualsiasi altro piccolo sentiero o grande autostrada, non è stato questo il punto, il punto è stato anzi è che ho scelto.
Sono felice! a volte me lo devo ricordare, me lo devo ripetere… dovrei urlarlo forse, ma urlano già tutti intorno a me e non sembrano avere grossi risultati.
Tutte le mie persone sono lontane, ma è senza di loro che io divento più forte. Sempre. Da sola.
E il tempo che mi ricongiunge con l’una o con l altro è la mia ricompensa!
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last caress

“A volte devi indietreggiare di uno o due passi, riconsiderare, staccare per un mese. Non fare niente, non volere niente. La pace è fondamentale, il ritmo è fondamentale. Qualsiasi cosa tu voglia non l’avrai provandoci con troppa insistenza.”

Avevo il fiatone,        ma non avevo corso… almeno non che io ricordassi, così ho deciso di fermarmi. ma il fiatone non è passato e il respiro sempre più corto scandisce le mie giornate. Non sono a mio agio da ferma,non so dove mettere le mani, dove girare la testa, che guardare. Ma la sosta è stata semplicemente inevitabile… non potevo correre oltre perchè stavo nuovamente andando dove mi era stato detto di non andare, stavo aprendo la porta che mi avevano fatto giurare non avrei aperto.

Le ossessioni mi sfiancano……..quando guadagno una bracciata d’ossigeno qualcuno passa e mi affoga di nuovo.393249_122804651164502_119766704801630_118884_340944310_n

Quel qualcuno sono io, non posso mica dare più la colpa a terzi. si ripetono uomini talmente identici nel mio cammino negli ultimi anni o forse da sempre… che a volte faccio fatica a vederne i confini: dov’è finito uno?  quando ha iniziato l’altro?

Ho un pensiero che perseguita  il mio dormiveglia….. e che ho trovato lampante ieri tornando da una festa a cui non sarei dovuta andare… una festa a cui non sono andata a dire il vero visto che il mio cervello era ancora a letto e il mio cuore aveva il fiatone. Quello che cerco in maniera sciocca da sempre è CASA. Vado a casa di mia madre e dopo 3 ore non so dove sedermi, vado da mio padre e cambio stanza per non incontrarlo, torno a casa mia e dormo 16 ore di fila, , me ne vado dall’altra parte del mondo e torno e riparto e la sensazione in ogni centimetro di mondo che ho calpestato è che non è il mio posto.  E quello che cerco… cazzo… è una casa.. mia… una sola persona, cosa, luogo con cui non avere il fiatone..

esco poco ultimamente… non è da me…. gioco con la mia tachicardia, bevo tre caffè per vedere fin dove vuole arrivare,,, rido,,, deglutisco…. sputo… penso troppo veloce…. guardo il muro nel suo bianco ignorante e non so più cosa volevo scriverci, mi esce tutto dalla bocca prima che arrivi allo stomaco… e non dovrei!!!! la digestione… anche dei sentimenti… è molto importante! “mastica 100 volte quel ti amo, Giada, e poi dillo” “taglia a pezzi più piccoli quel mai più prima di mangiarlo” “hai un addio tra i denti, faresti meglio a toglierlo”.

e ogni volta che cerco di prendere quell’ addio, mannaggia a me finisce che sogno.. mi sono proprio svegliata nel sonno giorni fa perchè tu mi tiravi pugni sul fianco e urlavi, mi chiedevi di aiutarti, di non lasciarti da solo … e io  mi sono alzata dal letto, mi sono guardata intorno e ho pensato ridendo che in fondo, tolte una decina di zanzare quella da sola ero io, mentre tu dormi già abbracciato ad un altra qualsiasi.

Che poi secondo me la solitudine mica è una virtù cazzo…. ma questa è un altra storia….

a volte esageri

Stasera apro una bottiglia di vino, e con sera, intendo che sono le due di notte….. sapevo mi sarebbe tornato utile questo Merlot delle venezie…..  non bevo vino del discount normalmente ma tant’è che questo ho tra le mani ed è un regalo……

pochi giorni prima di Natale ero alla fermata aspettando infreddolita e stanca l’autobus dopo lavoro che mi avrebbe riportata al sicuro tra le mie mura! Succede che mi metto a fare conversazione con le poche figure umane presenti nella nebbia di un piazzale deserto… una è una sognorotta paffuta sulla sessantina vestita con un improbabile cappotto animalier e l’aria triste…. l’altro è un ragazzo che ha appena finito il turno per le ferrovie e si offre gentilmente di rollarmi una sigaretta. Quello che ottengo da questa serata è un racconto assurdo sui problemi sentimentali di questo tipo che si è appena lasciato con la sua ragazza perchè a suo dire ha un pene troppo grosso e lei piangeva sempre disperata quando facevano l’amore… mi trovo a consolarlo finchè non capisco (sveglia come sempre) che forse il suo fine era diventato il proporsi come un aitante stallone e lascio perdere! la signora invece prima di alzarsi svogliatamente per scendere infila una mano nella borsa e mi porge questa bottiglia di vino dicendomi “tienila tu io non bevo” la ringrazio, lei scende, io vado a letto.

Oggi un po di vino mi serve per prendere sonno perchè mi ritrovo sempre alla ricerca di grandi scosse e di ossessivo ordine, deliranti scosse e ordine…. ligio e candido….. e poi mi fermo! sono in un periodo della mia vita in cui potrei diventare una casalinga perfetta o una punk a bestia anarchica con la stessa disinvoltura e passione. Ho grandi soddisfazioni e grandissimi fallimenti che si accumulano sul comodino, a volte scivolano nel letto e non mi lasciano dormire!

Mi sono lasciata coinvolgere in una situazione talmente analoga a quella già vissuta, sofferta, masticata e sputata 2 anni fa che la sento surreale! Torno da notti confuse dentro a giorni troppo pieni di impegni e faccio sciocchezze… e lascio pezzi di cuore a casa degli altri…. maledetta distratta!!!

Allora a volte cerco di uscire con persone che non potrebbero mai in alcun modo farmi del male e quello che ottengo sono piccole sceneggiature di commedie scadenti americane con come protagonista Jennifer Aniston….. del tipo che usciamo a cena e ad un certo punto ci mettiamo a parlare i film, e io sciocca me ne esco col fatto che nonostante Lars Von Trier a volte mi faccia un pò innervosire alla fine mi sono guardata nynphomaniac… e che il primo lo ho adorato mentre il secondo non l’ho capito e nemmeno mi interessa… e la risposta che ottengo è che si in effetti comunque quest’anno uscirà un altro film del genere che si intitola “50 sfumature di grigio”…… finisco velocemente il vino e mi congedo…… oppure un altra cena in cui questo tipo assaggia un po della mia insalata e poi afferma solenne che non è male ma l’avocado è cotto male…………. o mi devo sorbire persone che credono di farmi scoprire un mondo musicale pazzesco propinandomi “because the night” di Patty Smith…. “hey la la conosci questa?”…….. no caro non la conosco, dev’ essere un cd indipendente arrivato solo a te da qualche gruppo svedese….

Tu, mi dissero non più di un mese fa, non sarai mai felice, tu continuerai ad inseguire cose che non ci sono tirando scema te e chi ti sta intorno. Non è vero, io so cosa voglio, e si sono un arrogante, una stronza presuntuosa e tutto il resto… me l’accollo e non so se ci sono tisane purificanti per l’anima, se ci sono ordinatemene un pacco!!! Ma ora più e meglio che mai mi ascolto e mi voglio un gran bene, e no non sarò felice felice mai perchè sono fatta così è una malformazione delle vene che non danno mai l’ossigeno che serve per fiorire…. ma sarò qualcos’altro, sarò parole nuove che non abbiamo ancora scritto!!!!! cercherò un lavoro bellissimo e una casa molto luminosa in cui il cd nuovo dei verdena suonerà meravigliosamente….. e farò lunghe cene in giardino con altre bottiglie di vino!

“La maggior parte delle persone
non sa amare né lasciarsi amare,
perchè è vigliacca e superba
perché teme il fallimento.Si
vergogna a concedersi a un’altra
persona, e ancor più ad aprirsi
davanti a lei, poiché teme di
svelare il proprio segreto…
Il triste segreto di ogni essere umano:
un gran bisogno di tenerezza, senza la
quale non si può esistere”.
Sándor Márai
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